Italiani a rischio povertà, raggiunto il massimo storico.

Continua a peggiorare la situazione economica nel nostro paese. Secondo i dati della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, la quota di persone con un reddito inferiore al 60% di quello medio (che indica il rischio di povertà ed equivaleva circa a 830 euro mensili nel 2016) ha raggiunto il massimo storico salendo al 23% dal 20% che veniva registrato nel 2006.

Nel caso degli immigrati l’incidenza di questa condizione è salita a dismisura, dal 34% al 55%, più di venti punti percentuale.

Da sottolineare anche che una crescita notevole del rischio povertà si è avuta anche al nord Italia (dall’8% al 15%).

Nel 2016 il 5% dei ricchi deteneva il 30% della ricchezza complessiva. Al 30% delle famiglie più povere invece rimane solo l’1%. Incremento quindi, anche per quanto riguarda le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza.

Alla fine del 2016 la ricchezza netta media delle famiglie italiane era pari a 206mila euro, in calo di 12mila euro rispetto al valore di fine 2014.

Notizie migliori per quanto riguarda invece il reddito medio delle famiglie, che nel 2016 è cresciuto del 3,5% rispetto a due anni prima, ma rimane inferiore di 11 punti percentuali a quello di dieci anni fa.

 

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